Inaudito

Non verremo giudicati dal sistema costruito da San Tommaso ma dalla Misericordia di Dio. Che possiamo esclusivamente contemplare, non elaborare. È qualcosa che domandiamo ma che non possiamo dire di conoscere esattamente. È stata annunciata non spiegata. È qualcosa di inaudito che ci supera e meraviglia(1). È un dono che ci fa trasalire, non una conquista che ci ricompensa. E non verremo giudicati nemmeno secondo il contrappasso della Divina Commedia di Dante. Infatti nel Regno di Dio si applica l’illogicità della parabola degli operai dell’ultima ora(2). Perdono non meritato: scandalo per la ragione, speranza per l’anima. Nella preghiera silenziosa intuiamo qualcosa della sua bellezza e della sua profondità e così si rafforza il desiderio di abbandonarsi a questo Amore sconfinato. Poi la mente innesca i processi razionali per ricondurre entro i confini della nostra coerenza l’assurdo specifico di Dio. Non ce la facciamo proprio: al Dio inimmaginabile preferiamo il dio dei nostri schemi. Siamo destinati all'inedito ma noi preferiamo la ripetizione.

(1) “Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano” (Prima Lettera ai Corinzi 2,9)
(2) Vangelo di Matteo 20, 1-16