Abraham Joshua Heschel. Domande sull’uomo.

Introduzione: Sappiamo poco di noi stessi. Facciamo fatica a definirci e mutiamo di continuo. Non conosciamo e non costruiamo il nostro “destino”. Possiamo solo imparare ad accoglierlo modificando il modo in cui ci relazioniamo ad esso. Avvertiamo esili sollecitazioni di fronte alle svolte decisive della nostra vita che richiedono molto coraggio perché spesso converrebbe disattenderle. Confondiamo il giudizio degli altri con la verità su noi stessi. Ci sforziamo di essere come si appare. Si creano delle attese che non vorremmo deludere. La strada della menzogna è ampia, affollata e ricca di consenso ma conduce in luoghi bui o al massimo illuminati artificialmente. Siamo pieni di contraddizioni. Diventa una grazia solo quando comprendiamo che quelle cadute ci impediscono di esaltarci. Tendiamo ad identificare la validità di una opzione con l’elogio dei professionisti del settore o delle maggioranze di turno. Sosteniamo di avere uno sguardo lungo, ma raramente oltre il 27 del mese. Crediamo di amare ma ci dedichiamo solo a quelli che ci sono utili. Ci vendichiamo quando riceviamo dei torti, ci giustifichiamo quando li procuriamo. Selezioniamo le amicizie in laboratorio, rimuoviamo la sofferenza e il disagio illudendoci così di non esserne responsabili. Viviamo senza farci domande e soprattutto senza verificare le risposte già pronte.

Testo di AJ Heschel:
"Sappiamo ciò che l’uomo fa, ma non sappiamo che cosa egli sia. Quando definiamo l’uomo, ad esempio, come un animale che fabbrica utensili o come un animale pensante, ci riferiamo alle funzioni, non all'essere dell’uomo. Non è forse vero che tutta la nostra civiltà è costruita su una interpretazione errata dell’uomo? Forse la tragedia dell’uomo attuale è dovuta al fatto che ha tralasciato di porsi la domanda: chi è l’uomo? L’incapacità di trovare la propria identità, di sapere che cosa sia l’autentica esistenza umana, lo spinge ad assumere una falsa identità, a fingere di essere ciò che è incapace di essere o a non poter accettare ciò che si trova all'autentica radice del suo essere. L’ignoranza riguardo all'uomo non è mancanza di conoscenza, ma conoscenza erronea".
(Abraham Joshua Heschel, Chi è l’uomo?, trad. L. Mortara - E. Mortara Di Veroli, SE, Milano 2005, p.18-19)