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Giuseppe Moscati: medico povero dei poveri e missionario della carità

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Avevi una straordinaria capacità professionale (in particolare nella diagnosi), ma qui non ti ricordiamo per questo. Neanche la scelta di vivere il celibato, pur nella dimensione laicale, ci colpisce in modo determinante, perché crediamo sia stata meramente funzionale alla testimonianza che hai desiderato incarnare e proporre. In gioventù, l’impressionante bellezza di una ragazza, ha riempito i tuoi sogni (1), ma sono rimasti tali e, successivamente, non hanno, comunque, prodotto rimpianti o frustrazioni. Discorso diverso per i morsi della solitudine affettiva che hai potuto sopportare e superare solo con un’intensa vita di preghiera e con la partecipazione quotidiana all'Eucaristia(2). Santa Messa e tempo di adorazione: iniziava, così, la giornata lavorativa del prof. Moscati presso l’Ospedale degli Incurabili. È, invece, la tua radicale opzione evangelica che ci ispira ed incoraggia. Povero e dei poveri: come uomo e come medico. Della professione medica hai rappresentato l’aspet…

Discernimento necessario: Parola, Eucaristia, Compassione

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I processi di manipolazione dell’Impero sono costantemente in funzione. Non conoscono soste e incontrano pochi oppositori. Sto per soccombere, ho bisogno di verità, nel senso di significato, non di dottrina. Mi metto in disparte, desidero solitudine e silenzio. Prendo la Sacra Scrittura ed inizio a leggere, meglio a decifrare, meglio ancora ad assaporare. Scendo nelle profondità, dove sono custoditi i misteri della mia umanità. Salgo nelle altezze, dove le mie aspirazioni trovano riscontro ed accoglienza. Non cerco definizioni, approdi, tesi da diffondere, o peggio da imporre, ma orizzonti, cammini da intraprendere. Non cerco la forza della ragione, ma la fragilità di un incontro. Non cerco certezze, ma possibilità. Perché a tutte le spiegazioni dei professionisti, con le scarpe lucide, preferisco l’abbraccio di un povero. Perché a tutti i convegni degli intellettuali, con il bancomat di Regime, preferisco il sorriso di un povero, il racconto di un piccolo.

«[I governanti] divorano la…

Cronache dagli abissi: la condanna dei poveri all’invisibilità

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Sorge il sole. I rumori che senti intorno ti dicono che il mondo si sta svegliando, le saracinesche dei negozi si alzano, le macchine scalpitano nel traffico, i ragazzini di città passeggiano per andare a scuola, gli impiegati prendono un caffè al bar prima di entrare in ufficio. Percepisci che tutti hanno fretta, tutti hanno qualcuno o qualcosa che li attende. Tu no. 
Ascolti tutto rinchiuso in un vecchio sacco a pelo blu, sporco di polvere e smog, che è, ormai, la tua casa. Sei abituato ad aprire gli occhi e vedere le mura di quella umida e buia via dimenticata da tutti, nonostante si trovi nel cuore della città. 
Fai fatica ad alzarti, non hai soldi per fare colazione e il freddo del mattino è pungente. C’è da inventarsi qualcosa per arrivare ancora vivo al pranzo che offrono alla mensa dei poveri. Vicino a te senti arrivare le macchine pulitrici degli spazzini, con una leggera sterzata, cambiano direzione per non investirti, passano oltre, come ogni mattina. 
Verso le 8 inizi a riord…

Padre e madre degli orfani e difensore delle vedove

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Come Dio si fa conoscere Il problema è che sentiamo che ci sei, ma non ti vediamo. Domandiamo, ma non riconosciamo le risposte. C’è la tua Parola, che resiste alle banalizzazioni e alle deformazioni, a cui l’uomo si impegna, con insistenza, da più di duemila anni. Contiene una luce inestinguibile, capace di penetrare le tenebre dell’uomo e di attraversare la storia, indicando i luoghi in cui abiti, alimentando la fiducia, custodendo la nostra relazione. Conosciamo cosa desideri: ladifesa degli orfani e delle vedove, cioè degli ultimi. Però non sappiamo come fare. «L’oppressione è solo apparente» sostengono quelli che contano, in pratica quelli stipendiati per diffondere il verbo del Potere. Quindi, secondo questi funzionari di corte, non rimane che collaborare con i dominatori per migliorare, di conseguenza, anche la vita dei miseri. Peccato sia una menzogna, la più spudorata, ed infatti la loro condizione risulta invariata o addirittura peggiorata. Ed allora continuiamo a studiare alt…

Il giovane ricco: conoscere Dio

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La condivisione con i poveri. Mentre Gesù camminava per strada, un tale gli corse incontro, e abbracciandolo forte gli domandò: «Maestro, che cosa devo fare per essere tuo testimone in mezzo agli altri?». Gesù rispose: «Se vuoi testimoniare il mio nome devi prima conoscermi». Il giovane gli rispose: «Signore, ma io già ti conosco: sin dalla mia infanzia ti prego ogni giorno, vado a messa, mi impegno in parrocchia». Allora, Gesù, fissatolo, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’ e condividi i tuoi beni con i poveri, poi diventa loro amico. Passa del tempo ad ascoltare, comprendere, accogliere. Immergiti nel loro dolore, accarezza le loro ferite, vivi il loro abbandono, partecipa alla loro speranza, fatti voce delle loro cause, fai loro visita nei luoghi dell’emarginazione, e allora mi conoscerai: ri-conoscerai in loro il Signore, Povero e Crocifisso» (1).
Vangelo di Marco 10, 17-22 «Mentre usciva per mettersi in viaggio, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio dav…

La causa di Dio a favore degli oppressi

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«Concedici di sedere nella tua gloria uno alla tua destra e uno alla tua sinistra» (1). Gesù predica l’amore oblativo, testimonia la completa offerta di se stesso; i discepoli, invece, si preoccupano di gerarchie e di organigrammi. Avevano lasciato tutto (proprietà, legami affettivi, occupazioni), ma non ancora le aspirazioni personali. Mancava, in sostanza, la comprensione della differenza tra la gloria umana costruita sulle sconfitte altrui, e la Gloria divina, che è possibilità per tutti e soprattutto per gli esclusi. Gesù non si lascia utilizzare, e non permette che i discepoli si illudano. Nessuno può strumentalizzare la causa di Dio, che è “sacra” essendo a favore degli oppressi, per ottenere cariche o riconoscimenti, anche se legittimi in altri ambiti. La causa di Dio, infatti, non contempla né merito, né ricompense secondo logiche di scambio. La causa di Dio deve essere fatta propria e chiede di essere sposata. Analogamente, Gesù reclama di essere amato per se stesso, anche nel…

Storia di salvezza o storia di liberazione

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«Strappa l’oppresso dal potere dell’oppressore, non esser pusillanime quando giudichi» (1). 
I dominatori del mondo, nella bulimica smania di conquista, non si appropriano solo della terra e della vita degli oppressi, ma anche del loro Dio. Così, promuovono la squallida manipolazione della Scrittura, che trasforma la spiritualità della liberazione in psicologia della sopportazione (tendente alla rassegnazione) e convincono, spesso, la Chiesa, in cambio di qualche triste privilegio, a mettersi al loro servizio, oppure a mantenersi equidistante, cioè pusillanime nel giudizio. Agiscono pure sugli oppressi facendo apparire conveniente la collaborazione con la catena di sfruttamento, che prevede qualche eccezione, a cui possono aspirare. Dio, invece, agisce in modo opposto, salvando l’ultimo. Su questo non abbiamo alcun dubbio, ma occorre riflettere sulle modalità. Sicuramente non adopera mezzi magici o spettacolari, e neanche procede dall'alto, sfoggiando poteri o prerogative. Dio scen…